Linvenzione della stampa litografica, sul finire del 700, ha messo alla portata di tutti gli artisti il mezzo incisorio.
La litografia è una tecnica tanto complicata nel principio e nellinvenzione quanto semplice nellutilizzo.
La stampa litografica si basa su di un fenomeno già ben conosciuto fin dall'antichità e cioè la reciproca repulsione o incompatibilità fra l'acqua e le sostanze grasse. Materiale basilare è la pietra litografica: una particolare pietra calcarea dalla struttura granulare, più o meno fine, ma molto regolare. Gli strumenti utilizzati dall'artista per realizzare il proprio disegno sulla lastra non sono destinati a inciderla, ma solo a lasciarvi un segno: essi sono la matita o gli inchiostri litografici, cioè grassi, a base di sapone, non intaccabili dagli acidi. Il disegno per l'incisione viene eseguito esattamente come se si stesse usando la matita o il gessetto sulla carta da disegno. Quindi si effettua la preparazione della pietra, cioè si modifica in superficie la sua composizione chimica, trasformandola con acidi e rendendo possibile che la pietra accetti lacqua e respinga linchiostro dove lacido ha potuto agire, mentre respinga lacqua ed accetti linchiostro sulle parti dove, protetta, lacido non ha potuto agire. Loperazione, però, che oltre allacido nitrico richiede luso di acido acetico, gomma arabica, talco, litofina e bitume giudaico, è delicatissima e pretende molta manualità ed esperienza, perché con lacido si può bruciare e distruggere il disegno. In effetti, pochi erano gli artisti che preparavano da soli le pietre: generalmente assistevano e consigliavano il tecnico specializzato in tale funzione.
Quindi si procede alla stampa; per stampare si inventò il torchio strisciante, in quanto quello a due piani a pressione, come per le prime xilografie, richiedeva uno sforzo eccessivo e avrebbe potuto causare la rottura della pietra. Il nuovo torchio, invece, permette di esercitare la fortissima pressione necessaria, ma su un solo tratto di traverso della pietra, senza danneggiarla.
|